I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano. Lottare contro ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell’umanità. Il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso di tutta l’umanità.

Kofi Annan (Segretario Generale ONU dal 1997 al 2006)

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Lavoro, formazione, imprenditorialità

L’uguaglianza di genere costituisce da sempre uno degli obiettivi principali della strategia europea per l’occupazione ed è ritenuta imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi di crescita ed occupazione fissati a Lisbona. Nonostante i progressi compiuti persistono infatti disuguaglianze in merito alla partecipazione al mercato del lavoro, alle opportunità di carriera, ai ruoli e  alla retribuzione, solo per citarne alcune.

L’Emilia-Romagna si caratterizza come la regione italiana dove il tasso di occupazione femminile è il più elevato (64% nel 2008, rispetto al 51% a livello nazionale), tanto che, fin dal 2003, e quindi con un certo anticipo rispetto al 2010, è stato raggiunto l’obiettivo fissato nel 2000 dal Consiglio europeo a Lisbona di un tasso di occupazione femminile pari al 60%.

Tuttavia al profilo quantitativo, decisamente positivo, non corrisponde in generale un’elevata qualità e stabilità dell'occupazione femminile. La crescita della componente femminile nel mercato del lavoro è, infatti, per poco più della metà circoscritta al contratto part-time a tempo indeterminato, scelto per prendersi cura dei figli e/o di altri familiari. Per il resto tale crescita di occupate è dovuta soprattutto ad assunzioni con vari tipi di contratti di lavoro a termine. Ciò carica maggiormente sulle donne – già penalizzate da progressioni di carriera insoddisfacenti e da differenziali retributivi, a parità di responsabilità, inaccettabili (25% in meno nel caso del lavoro dipendente e 48% nel caso di lavoro autonomo) - il rischio di restare disoccupate nelle fasi negative della congiuntura economica.

Nonostante l'incremento registrato in termini di presenze femminili nel mercato del lavoro e nell'istruzione superiore, pertanto, le differenze di ruolo e di opportunità fra uomini e donne nel mondo lavorativo persistono. La Regione Emilia-Romagna - anche attraverso il FSE e il FESR - mette in campo azioni di contrasto alle diverse forme di discriminazione fondate sul genere e di promozione dell’imprenditoria femminile, nella convinzione che il superamento delle ineguaglianze nel mercato del lavoro sia una delle premesse fondamentali per la realizzazione delle politiche di coesione economica e sociale e che gli obiettivi di crescita, di competitività e di piena occupazione siano raggiungibili solamente attraverso la piena mobilitazione di tutti i cittadini, donne e uomini.

Questa sezione intende approfondire il tema dell’accesso all'istruzione, alla formazione e al mercato del lavoro delle donne. Conoscere azioni, progetti e ricerche realizzati dalla Regione e non solo, e soprattutto raccogliere analisi e dati in chiave di genere, è decisivo per mettere in atto politiche adeguate, ma anche per avere una consapevolezza diversa e maggiore del contesto socio-economico in cui viviamo.

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