Cultura di genere e stereotipi
Il genere è un concetto che fa riferimento ad un sistema di ruoli e di relazioni fra donne e uomini storicamente determinati dal contesto sociale, culturale, politico ed economico.. Le differenze di genere si manifestano in modi molto diversi a seconda della loro declinazione con altre differenze sociali, economiche e culturali che sono spesso all’origine di discriminazioni come la classe, l’origine etnica, la disabilità, l’età. La diversità, quando non produce discriminazioni, genera integrazione di punti di vista ed esperienze. In quanto tale rappresenta una risorsa da promuovere e valorizzare attraverso l'educazione alle differenze fra donne e uomini e ad una cultura attenta e fondata sul rispetto delle diversità anche di genere.
Il concetto di ruolo tuttavia e la differenziazione tra ruoli “tipicamente” maschili e/o femminili – proprio perché determinato e trasmesso a livello sociale – è spesso influenzato e ispirato da stereotipi, ovvero da visioni, rappresentazioni e credenze semplificate e largamente condivise che tendono a persistere e ad essere trasmesse da una generazione all’altra quasi indifferenti alla realtà. Gli stereotipi, in questo senso, si configurano molto spesso come luoghi comuni e possono avere caratteristiche positive o negative. Ad esempio gli stereotipi sessisti, stereotipi di genere negativi che sono utilizzati principalmente nei confronti delle donne e delle ragazze, secondo l’UNESCO si rifanno a pregiudizi, diffusi dalle culture e dalle società patriarcali, che svalorizzano e disprezzano il sesso femminile.
Gli stereotipi non solo possono condizionare le idee di gruppi di individui, ma possono anche avere conseguenze sul modo di agire e sulla percezione individuale e collettiva e sull’intera società. Rispetto al genere, ciò ha conseguenze di diversa natura.
La più elevata partecipazione delle donne nel mercato del lavoro sta ad esempio modificando, almeno in parte, la divisione dei ruoli sulla base del genere affermatasi in passato che, in sintesi, vedeva l’uomo dedicarsi al lavoro retribuito e la donna a quello domestico e di cura. Così come, la crescita del livello di istruzione, l’innalzamento dell’età del primo matrimonio, la riduzione del numero di figli, l’aumento dei divorzi, la presenza nel mercato del lavoro più stabile e continuativa mostrano come il ruolo delle donne stia cambiando e si amplino le loro possibilità di scelta di vita e relative al lavoro. Tuttavia e senza negare questi cambiamenti, il “doppio ruolo” che le donne occupate si trovano a svolgere, divise tra impegni professionali e lavoro domestico e di cura e le numerose discriminazioni che subiscono sulla base del genere (l’essere penalizzate in termini di opportunità di carriera, di retribuzione, in un mondo del lavoro portatore di una cultura organizzativa maschile) possono essere interpretate sulla base di aspetti strutturali, ma anche culturali quali il perdurare di stereotipi di genere.
Contrastare gli stereotipi è uno degli obiettivi trasversali alle politiche di genere della regione Emilia-Romagna, anche attraverso campagne di comunicazione mirate e interventi educativi nelle scuole. Raccogliere esperienze, progetti, ricerche sul tema, anche elaborati in altri contesti, può essere di supporto tanto all’elaborazione di politiche, quanto alla promozione di una cultura capace di porsi in forma critica nei confronti di modelli di comportamento spesso adottati passivamente.
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