Genere e intercultura
L’interculturalità, intesa come migliore risposta alla questione delle differenze in quanto volta alla valorizzare le identità e la parità di accesso ai diritti di cittadinanza, è una risorsa fondamentale per gli obiettivi di sviluppo economico e di coesione sociale che l'Emilia-Romagna si è si è posta. Per questo motivo la Regione – che con la Legge n. 5/2004 ha voluto dare disposizioni per assicurare la tutela e la promozione sociale degli immigrati - ha proceduto sia promuovendo un costante aggiornamento culturale e professionale degli operatori della rete di servizi pubblici e privati, sia agendo sui versanti dell’integrazione educativa, formativa e sociale, nonché della valorizzazione professionale e occupazionale delle persone immigrate.
Ma la presenza oramai strutturale nella nostra regione di stranieri richiede rispetto al genere un’attenzione specifica, nonché politiche e azioni mirate. L’integrazione della componente femminile dei migranti necessita a volte di una maggiore conoscenza delle cultura di questi nuovi cittadini e di una maggiore sensibilità, così come ha posto e pone rispetto ad alcuni temi interrogativi che vedono l’opinione pubblica ancora abbastanza frammentata.
Per molti versi la donna immigrata è considerata come il vero motore dell'integrazione, capace di superare più della componente maschile disagi, difficoltà, paure e funzionare da vero «agente» di inserimento dei rispettivi gruppi etnici nel nostro Paese. Tuttavia occorre anche ricordare che se le donne italiane sono ancora costrette a lottare contro diverse forme di discriminazione, il percorso delle donne immigrate verso il traguardo delle pari opportunità non può che essere più faticoso e inframmezzato da ostacoli di diversa natura.
Conoscere il fenomeno ed approfondirlo anche con uno sguardo al contesto nazionale ed europeo, può essere di grande utilità anche per affrontare piccole e grandi scelte ed opportunità che la nuova società multiculturale quotidianamente ci pone.
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